La “Generazione Z” ha un nuovo modo di postare, ma non ce ne siamo accorti

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Generazione Z

Il loro è un mondo che cambia in fretta

Che a livello di tecnologia e social network, la “Generazione Z” sia un passo avanti rispetto alle altre generazioni è assodato. Tuttavia le loro abitudini, passioni e modi di agire mutano talmente velocemente da costringere anche le agenzie di comunicazione, ma la comunicazione in generale, a tenere il loro passo se si vuole raggiungerli.

Di certo però stavolta non è affatto semplice. Per chiunque abbia studiato comunicazione a qualsiasi livello ha imparato ad esempio che citare un brand, indicare il luogo, utilizzare un hashtag popolare o emoji/gif adatte è ormai la base per ogni bravo comunicatore che, sui social, vuole raggiungere un determinato target. Ma questo vale anche per il comune utilizzatore social, in particolare Instagram e TikTok.

Tag, luogo, hashtag ed emoji: basta a tutto questo!

E bene, a quanto pare, la “Generazione Z” sta ripudiando tutto questo. Postano foto e storie su Instagram senza indicare dove sono, con chi, cosa stanno facendo esattamente e, spesso e volentieri senza un sottofondo musicale allegato. Esattamente l’opposto di ciò che bisognerebbe fare per arrivare a chi vogliamo. Ma per la “Generazione Z” non è così.

Introversi, spesso incompresi e con un linguaggio talvolta incomprensibile per le generazioni più grandi, a quanto pare essi preferiscono restare nel “mistero”. Vuoi sapere dove sono? chiedimelo. Vuoi sapere chi è l’altra persona nella foto con me? domandamelo. Vuoi la maglietta che indosso? scrivimi e forse ti dico dove l’ho comprata. Ti interessa conoscere che musica ascolto? Non sono affari tuoi.

In espansione anche tra i Millenials

Questo atteggiamento social è ormai di tendenza, lanciato proprio dalla “Generazione Z” anche tra i millenials. Non è insolito trovare infatti, tra i nostri “seguiti” in un’età compresa tra i 13 ed i 30 anni (ma anche poco oltre talvolta) dei post (ma in particolare storie instagram) con semplici foto. Senza il luogo in cui è stata scattata, un hashtag, una gif o una minima indicazione. (Ad esempio questo post Instagram)

Correre ai ripari? Ma come…

Se per un utente medio basta semplicemente adeguarsi alla “moda”, per un’agenzia di comunicazione non è così facile arrivare a raggiungere la “Generazione Z”, specie quella che va sui nati dal 2003 in poi. Spesso avvolta nel mistero, nell’ombra, nell’incertezza più totale di dove possano essere, cosa potrebbe piacergli e come attirarli.

Il trucco sta nell’analizzare ogni minimo particolare. Dai vestiti indossati agli accessori, dall’atteggiamento alla posa delle foto. Pertanto l’abilità di un’agenzia di comunicazione ad esempio starà proprio nella minuziosa analisi di questi particolari.

Riusciranno a raggiungere il target “Z Generation”? e soprattutto…riusciranno a farlo prima della prossima moda?

Giovanni Saracino
Giovanni Saracino
Redattore di Rassegna Stampa per eXtrapola srl Social Media Manager per eXtrapola srlLaureato in Lettere Moderne presso Università Guglielmo Marconi Master in Media Relations e Comunicazione Digitale presso Professional DataGest
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