Le fake news sono ormai parte integrante del nostro vivere quotidiano.
Diffuse in modo massiccio dai social network e spesso anche dai media tradizionali, queste notizie vengono propagate con diversi fini che spaziano dalla manipolazione politica alla propaganda, dal caos sociale alla pura e semplice disinformazione.
Dettagliate e particolareggiate, le fake news sono sempre più difficili da distinguere dalle informazioni vere e verificate. Ma non è solo grazie alla loro accuratezza che le riteniamo plausibili e credibili. Nell’influenzare la nostra scelta, entrano in gioco alcuni meccanismi psicologici profondamente radicati nel nostro modo di pensare.
Tra i più determinanti possiamo sicuramente citare i bias di conferma , l’illusione della verità e le dinamiche legate al pensiero di gruppo
- Bias di conferma
Il bias di conferma è un meccanismo automatico che ci porta a credere a ciò che ci fa più comodo. La nostra tendenza a cercare, interpretare e ricordare le informazioni in modo da confermare le nostre convinzioni ci porta inconsciamente a dare più peso alle notizie che supportano le nostre opinioni .
Per contro siamo scettici verso quelle che le contraddicono.
Questo fenomeno è notevolmente amplificato dai social network che ci mostrano quasi esclusivamente contenuti personalizzati in base ai nostri interessi, rafforzando così le nostre credenze senza esporci a punti di vista diversi.
- Illusione della verità
L’illusione della verità è un altro meccanismo psicologico che ci porta a considerare vera una informazione solo in base al numero delle volte che la leggiamo o la ascoltiamo. Più una determinata notizia raggiunge la nostra attenzione, più tendiamo a ritenerla vera.
Questo accade perché il nostro cervello associa la familiarità alla credibilità. Se vediamo ripetutamente una fake news sui social media, magari condivisa da amici o pagine che seguiamo, iniziamo a considerarla affidabile, anche in assenza di prove concrete.
Per certi versi è un meccanismo molto simile a quello della pubblicità, dove un messaggio ripetuto molte volte diventa familiare e quindi più convincente.
- Pensiero di gruppo
L’ultimo alleato delle fake news è senza ombra di dubbio Il pensiero di gruppo.
Oltre ai processi individuali, questo fa leva su dinamiche di gruppo che vanno ad interpellare un forte condizionamento sociale che rende le fake news ancora più persuasive. Nella logica del pensiero di gruppo, si tende a conformarsi alle opinioni dominanti del nostro ambiente, soprattutto quando ci troviamo in comunità con idee simili alle nostre.
Questa condizione crea delle “bolle informative” dove le notizie (vere e false) vengono continuamente rafforzate da pareri, impressioni e prese di posizione senza un vero confronto (Sunstein, C. R., 2001. Republic.com - Princeton University Press.)
Anche qui, grazie agli algoritmi che selezionano i contenuti in base ai nostri interessi, i social network amplificano questo effetto continuando a mostrare contenuti simili ed escludendo quelli che potrebbero smentirli.
Una spirale perversa che ingigantirà le nostre credenze amplificando in maniera esponenziale qualsiasi notizia si muova verso le nostre convinzioni.
Capire i meccanismi psicologici che ci rendono vulnerabili alle fake news è il primo passo per difenderci dalla falsa informazione. Questa consapevolezza, abbinata ad un’opera di verifica delle fonti ed elaborazione di punti di vista differenti, potrà ridurre l’impatto di questo fenomeno ben lontano dall’estinguersi.
Marco Tomasone
redazione eXtrapola

